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Prét à Porter

uno spettacolo esilarante, imperfetto, unico.volantino


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Prêt à Porter

Category : Eventi

manifesto140x20028 ottobre 2014 ore 21,15

Cinema-Teatro ITALIA di San Pietro in Casale

Prêt à Porter

Spettacolo scritto e diretto da

Daniela Montanari

Sfilano in passerella: Lisa Golinelli                                                      

Alice, Ale, Danilo, Amir, e i giovani allievi del laboratorio musicale           “Il Saltarello” diretti dal M° Alessandro Russo.

Con la straordinaria partecipazione di Roberta Roppa

Lo spettacolo simula una grande sfilata di moda, quindi come ci vestiamo, cosa nascondiamo nell’armadio da anni, per parlare del nostro  , del nostro modo di “vestirci e vestire la vita”. Perché noi, tutta la vita, la impieghiamo a cercare di non sembrare come siamo veramente.

A tratti ironico (grazie a Ida, la sarta demodè) a tratti penetrante                    (grazie a So-io, la stilista di moda); altre volte leggero, merito degli allievi del laboratorio musicale “il Saltarello”. Oppure piccante, con una spogliarellista che si toglie quegli abiti che non le appartengono più. E, ancora, mozzafiato grazie a Lisa, un’acrobata d’eccezione

          Una sfilata di moda che è uno SPETTACOLO !

    

 

Biglietto Intero    €   10,00

In Prevendita       €   8,00

Bambini fino a 12 anni   ingresso gratuito


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Come imparare a scrivere il miglior curriculum del mondo

Regola numero uno:
definire chiaramente (in anticipo) cosa vogliamo ottenere

E qui direte “guarda, mi va bene qualsiasi lavoro pur di non rimanere più a casa” (o “pur di cambiare”). Purtroppo questo è il primo di una serie di errori in cui è facile scivolare.
Facciamo un esempio che non riguardi i presenti, facciamo finta di paragonarci tutti a clienti di un ristorante. Bene, scegliete un tavolo e mettetevi comodi.
Arriva il cameriere “Desidera?” e voi rispondete “non so, faccia lei, qualsiasi cosa va bene, ho fame da molto tempo, la prima cosa che ha di pronto, grazie”.
Il cameriere non si preoccupa nemmeno di srotolare tutto l’elenco di quello che oggi la cucina sforna, ma si ritira e dopo poco compare con un piatto pieno di resti di bruciacchiature (potrebbero essere di carne, di pane abbrustolito, di buccia di verdura, non è chiaro). Voi vi tirate su dalla sedia per guardare bene e, non ho dubbi, ve ne uscireste con “scusi, che roba è? Intendevo qualcosa di commestibile, questi resti li dia a un extra-comunitario!”.
Il giovanotto, con fare neanche troppo sorpreso, si riporta indietro il piatto, e torna con una spianata di formiche fritte, su un tagliere, accompagnate con riso bianco. “Mi prende in giro giovanotto, mi ha forse scambiato per un cinese?”
“Forse non mi sono spiegato, sono italiano, ha capito? I-ta-lia-no, voglio mangiare, man-gia-re. Non ce l’ha qualcosa di commestibile senza che debba aspettare un’ora?“
E da bravo servo-addomesticato, il cameriere quasi sorridente vi porta via il tagliere, e scompare dietro quelle due porte mobili. Voi vi allentate il cinturino dell’orologio, o se siete donna, vi togliete pelucchi immaginari dalla gonna come fate almeno dieci volte al giorno. Siete a dir poco seccati “mi starà prendendo in giro?”.
Abbiamo ora all’ingresso principale un tipo, che alzando la voce grida “Ho poco tempo, mi portate una fiorentina al sangue con patate fritte? Anche un calice di rosso, ho fretta”. Ecco l’italiano-medio, che non fa la fila, che alza il tono per essere notato, che fa il despota senza neanche dire grazie.
Potreste aver perso di vista che ha chiesto precisamente cosa desidera: una pietanza con contorno, il bere. Difatti in pochi minuti sarà servito con ciò che ha chiesto.
“Ah si?! Quindi devo diventare spocchioso, ineducato, e passare davanti alle persone in fila?”
No, dobbiamo imparare, prima di chiedere che ci portino il conto al tavolo, cosa desideriamo.
Se entraste nello stesso ristorante con un altro approccio, per esempio all’arrivo del cameriere, sentire la vostra voce che recita qualcosa del tipo “buongiorno, guardi, sono intollerante alle verdure a foglia verde, non amo particolarmente la carne rossa, gradisco il formaggio stagionato, bevo solo acqua, amo la pasta purché non saltata con la panna, ha qualcosa nel menù che possa fare al caso mio?” Secondo voi state aiutando sì o no il cameriere?
E soprattutto, state chiedendo davvero ciò che vi piace e che siete, ovviamente, disposti a pagare a fine pasto? E ancora, vi sentireste rompiscatole e maleducati? Non penso.

Regola numero due:
essere consapevoli del proprio valore

Eccoci nuovamente a fare compere, questa volta in un grande magazzino. Tutti camminano, corrono, chi sale le scale a piedi, chi utilizza quelle mobili, chi se la prende con calma, chi si ferma per un gelato.
Voi, e siate onesti nel fare questa valutazione, siete tra chi arraffa nei cesti il cui cartello recita “tutto a 2 euro”, oppure guardate quello che vi piace, costi quel che costi? Fate spesa soltanto durante i grandi saldi di fine stagione? Questo potrebbe significare che, oggettivamente ma anche emotivamente, aspettate sempre che tutti abbiamo già comprato – scelto – e rischiate consapevolmente di acquistare una rimanenza (leggi: scarto di altri che prima di te hanno manomesso l’ordine di quei cestoni a basso costo). Vi piace definirvi come la persona che fa affari solo perché spende poco?
“Eh, ma non è che posso permettermi di fare acquisti nei negozi delle grandi firme”. No, dobbiamo imparare a chiedere cosa desideriamo. E solo dopo che l’abbiamo ottenuto, chiedere il conto. Vedo tra voi molti che prima d’ogni decisione, chiedono il conto, poi lo sconto, poi una sportina. L’ordine di ciò che ha valore durante una contrattazione – di bene, o di affetto che sia – potrebbe verificarsi totalmente rovesciato.
La qualità dei pensieri determina la qualità della vita, dicono all’unisono Vera Peiffer e Louise L. Hay .

Regola numero tre:
essere disposti a pagare il prezzo

<< Non c’è successo senza sacrificio” recita un anonimo.>>
“Eh ma, il bello è che io non chiedo nemmeno il successo, voglio solo un lavoro”. Risposta sbagliata. Io voglio il successo, io merito il successo. Io scelgo di meritare il successo. Il successo non è apparire in tv, né trascorrere un fine settimana a Cortina; il successo personale è il raggiungimento dell’essere appagati. E’ sentirsi fieri di ciò che ci ritroviamo, è aver voglia di continuare, è sentirsi sereni mentre lo raccontate. E’ un sacrosanto diritto, quello di essere felici.
“Che parolone: successo, felicità. Non posso chiedere un lavoro e basta?” Tutto ha un prezzo, anche quando chiediamo un piccolo impiego tanto per fare qualcosa. Anche quando diciamo tra noi e noi che va bene anche lavorare la domenica. Fare i turni. Saltare i riposi. Ci sfugge però che questi sono ricatti morali che ci infliggiamo, ed è come se ci dicessimo “se non trovi un lavoro, non sei ok”.
Noi non siamo il lavoro che facciamo, noi siamo noi. Ogni giorno. Noi siamo la nostra esperienza, ma anche i nostri sogni; il nostro diploma ma anche le esperienze che abbiamo maturato sulla nostra pelle da quando siamo nati a oggi. Noi siamo la persona più importante al mondo per noi stessi. E l’unico prezzo che dovremmo accettare nello scambio, è semplicemente comprendere che possiamo vendere la nostra professionalità in cambio di uno stipendio. Non la nostra morale, non i nostri dialoghi interiori.
Che cosa sono disposto a vendere, di me? Il mio tempo, stabilito in sette, otto ore al giorno (di più se volete, o anche meno se non riuscite). Lo scambio deve contenere elementi imprescindibili: rispetto (anche il nostro ovviamente), serietà, sentirci responsabili per ciò che abbiamo, e voglia di far parte di questo dannato e sbagliato mondo, che è l’unico che abbiamo.

Regola d’oro:
amare ciò che abbiamo

Oggi amo ciò che svolgo, ogni giorno quando mi alzo, ogni lunedì mattina, ogni volta che devo incontrare il collega più odioso, il magazzino chiuso, la carta finita, il telefono occupato, la batteria scarica. Oggi io amo il mio lavoro. “Quale lavoro? Non si stava parlando di come stilare un curriculum? E quindi si evince che il lavoro non ce l’ho”
“io amo ogni mia conoscenza”, “io amo ogni esperienza di cui ho fatto parte”, “io amo le persone le incontro”, “io amo conoscere gente nuova e nuovi modi di considerare il lavoro”. Siamo noi a doverci mettere in gioco, ad anticipare il compenso, a fare il sacrificio, e quindi anche i primi ad amare quella parte di noi che sta cercando un nuovo impiego, un lavoro, semplicemente una occupazione.
Per quasi trent’anni della mia vita ho abitato in una vecchia casa popolare, un cortile spoglio, un prato incolto, qualche muro scrostato. Ma era la mia casa ed io la amavo come se fosse più bella di un castello in una fiaba fatata. Quando potevo permettermi solo quella, la amavo perché era il tetto che mi riparava, era mia. E ogni volta, oggi, che mi ritrovo ad ammirare la mia nuova casa, bellissima, assolata, luminosa, piena di terrazzi, io so che l’ho ottenuta perché ho sempre amato la vecchia, decadente, tutt’altro che confortevole, casa nella quale sono cresciuta.
Abitatevi, difendetevi e non permettete mai a nessuno di dire che la vostra casa (la vostra occupazione, la vostra situazione economica, o sentimentale) non è bella. Niente è bello fuori, se non trova l’eco anche dentro noi…

Inviatene più che potete di curriculum. Anche quando un impiego lo avete già, non smettete mai. Tanto più che si chiamano con l’unico nome sincero e vero che si possa definire: curriculum-vitae. In latino, ma sono certa che lo sapete, significa Corso della Vita.

Se ti è piaciuto l’articolo lo puoi scaricare qui

il_piu_grande_curriculum_del_mondo


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Sebastiano Zanolli: “Aveva ragione Popper…”

Category : Eventi

ZANOLLI_spietro

 

tutti i libri di Daniela Montanari in vendita su “Il giardino dei Libri”

 

 

 


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Krista Corso a Bologna

Category : Eventi

bellezza&abbondanza

Krista Corso ci tende la mano:

<< Entrare nell’Amore è lo scopo conscio e/o inconscio di quasi tutti noi, il senso primo per poter sperimentare fisicamente la nostra natura autentica, va preteso con sana arroganza e non timidamente tentato!       Perché non esiste il fallimento, ma solo il VOGLIO o NON VOGLIO Senza teoria, senza metodi, senza tecniche, senza guru, senza riferimenti, ma attraverso un volo in picchiata e caduta libera a testa in giù e rigorosamente in stile libero verso

lo schianto più sensato mai intrapreso: TE STESSO Ribellati, fregatene, ridi anche se fa male e fai come senti o vuoi tu, sempre. BELLEZZA e ABBONDANZA di domenica 8 giugno a San Pietro in Casale : è il passaggio concreto col corpo dalla densità alla leggerezza è rottura dai vecchi schemi di evoluzione è trasmutazione del corpo in gioia pura e concreta è recupero del proprio corpo come veicolo intuitivo indipendente ed autogestito è svincolo da tutto e tutti: la definitiva non ricattabilità o fine della paura è recupero della libertà con la libertà di liberarsi anche della libertà è il passaggio dal “brutto e poco” al “tanto e bello” Io l’ho già fatto, ti tendo solo la mano, ora tocca a te.. >>

Info : Daniela 329 4713607   oppure info@danielamontanari.com


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Prêt à Porter

Category : Daniela Montanari , Eventi

 

Prêt à Porter

Prêt à Porter

13  marzo  2014    ore 21.00

Cinema-Teatro ITALIA San Pietro in Casale         

Prêt à Porter                   

 il nuovo spettacolo scritto e diretto  da  Daniela Montanari    

con Lisa Golinelli                                 

Alice, Bianca, Ale, Amir, Danilo, Federica

Cantanti, ballerine, un’acrobata del Moulin Rouge                                                

e una sarta démodé                                                

presentano una sfilata di moda che è

uno SPETTACOLO :    Prêt à Porter !

 

info e prenotazioni: info@danielamontanari.com


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Mutamenti Emotivi

Category : Eventi

giovedi 18 ottobre è andato in scena il nuovo spettacolo Mutamenti Emotivi !

Grazie a tutti i mutanti con me sul palco e dietro il palco: Bianca, Alice, Camilla, Lisa, Danilo, Andrea, Max, Amir e Ale!!

A tutti gli amici che hanno reso possibile lo spettacolo sia per la loro presenza che per la loro preziosissima collaborazione grazie, grazie di cuore in particolare a Federica, Franco, Linda, Sergio, Betta, Romina, Gianmarco, Paola, Stefi. Grazie a Ivan perchè è musa ispiratrice, insieme a Micòl, del romanzo “Mutamenti” e del nuovo spettacolo “Mutamenti Emotivi”..

il momento che sogna ogni attrice: il trucco in camerino

 

 

Mutamenti Emotivi

presentazione_Mutamenti_Ferrara2012[1]