Le cose che esistono – poesie di Salvatore Azzarello per Round Midnight Edizioni

Le cose che esistono

Un movimento introverso che si aggrappa, che non vuole restare dentro, è quello che obbliga Salvatore Azzarello a scrivere. Nella silloge “Le cose che esistono” l’autore ci dona la visione di una città che lo punge come scorpione eppure lo aspetta; una madre che si lascia ammirare quasi di nascosto, una lei stupida, aguzzina quasi, che migra da ragazza, a strada, a spiaggia.

Nei passaggi <<  E chi è su, perdoni le nostre colpe >>   << Un lamento funebre di rondini >>   <<Sarà un lavoro di pazienza e di vergogna >>  Salvatore accompagna  il lettore ad una ferita che ciascuno ben conosce: l’irrisolto.

Che è molto più della nostalgia, del bisogno; diviene consapevolezza.

Una poesia di ribellione ma di quella che non vuoi mostrare, che non vuoi sembrare: come i bambini perfettini e ubbidienti che poi un giorno, esplodono. E tutti a dire: “non credevo tu fossi così”. E’ un po’ quello che ci aspettiamo anche da Salvatore Azzarello, che si spogli di quella sua timidezza nelle parole attraverso la quale crede di essere benvoluto. Alle volte, in uno scatto di rivolta si percepiscono più intento verità. E, conseguentemente, potrebbe manifestarsi una poesia più pura.

Fino a quel momento, godiamoci il percorso attraverso il quale Salvatore ci guida: qualche città del nostro bel Paese da Palermo a Lugano, qualche sentimento controverso e la mamma: e tutti noi sappiamo bene di cosa parla.

Le cose che esistono

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