Una storia sbagliata – film di Gianluca Maria Tavarelli

Roberto e Stefania si amano, e come ogni coppia di innamorati sogna un futuro, il futuro. Questa volta non è rappresentato da una casa spaziosa per accogliere l’arrivo di un figlio, né di un lavoro impiegatizio, né dal pranzo domenicale a casa dai suoceri. Il futuro in questa storia è, per Roberto, immaginare di tornare: da e per l’Iraq, poiché militare di una missione di pace; per Stefania il futuro è vedere Roberto tornare ogni volta. Nessuno dei due innamorati però ha fatto i conti con la vita, che per loro sembra essere, appunto, una continua storia sbagliata, è una storia da dimenticare / è una storia da non raccontare / è una storia un po’ complicata / una storia sbagliata.

La regia non vuole cimentarsi in una fotografia da effetto ad ogni costo, tanto che tutto il film è spesso ambientato all’interno, attraverso una webcam o al più su una strada che attraversa chilometri di deserto. L’espressività della Ragonese conferma la sua bravura, e la recitazione di Scianna è più che sufficiente. Molto intensa la recitazione del coprotagonista belga Mehdi Dehbi, che nel film riveste il ruolo di un interprete iracheno, Khaleed. (Lo abbiamo già visto in “Il figlio dell’altra”, dove non è riuscito ad affermarsi come invece fa in questo film).

E’ una narrazione composta di continui flashback ambientati tra Gela e Nassiriya ma soprattutto tra la rabbia e il baratto, tra la vendetta e il perdono. Un matrimonio, un kamikaze, un ospedale, un interprete e due donne, in una cornice davvero ben fotografata.

La regia di Tavarelli che dopo aver diretto numerose miniserie televisive torna al cinema – in questo esperimento di prima visione cinematografica e in streaming sul web – merita assolutamente le ultime due ore al chiuso, prima della pausa estiva.

 

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