“Lo Sfidante” – film documentario di Giulio Achilli

Già l’incipit è di buon auspicio:  ” L’Avversario ha il volto velato. Il tuo.”

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“Chi sta usando la tua mente?”. Giulio Achilli ci racconta di come Lo Sfidante riesca a dribblare indisturbato ogni nostro pensiero come fosse la sfera di acciaio in un flipper da bar negli anni ’70. Dietro ogni nostra non-scelta Lo Sfidante allarga i propri orizzonti e si nutre silenzioso, si espande come una macchia d’olio per poi incatenarci.

È un rapitore che può arrivare a chiedere un riscatto molto elevato e, in genere, non concede sconti.  Cosa, come, dove possiamo intervenire per calmare quel che a volte si presenta come nemico anziché servitore, la mente?

Certo imparando a fare il vuoto, e non è un ossimoro. Fare (cioè partecipare attivamente) il vuoto (cioè attivarsi per non fare e non pensare  nulla): meditare, restare da soli in compagnia del nostro nulla.

“Conosci il funzionamento della mente per poter così controllare i tuoi pensieri ?” “Ma a quale mente ti stai riferendo, a quella di superficie o all’altra?“

Il film-documentario molto professionale si ferma, in vari momenti, su riflessioni essenziali. Come a farci respirare tra uno schema di pensiero e un altro.

Secondo i Toltechi, la mente degli esseri umani è invasa da qualcosa che la controlla, e che dunque controlla il loro sogno personale. La libertà che cercano i Toltechi è quella di ritornare a usare la mente e il corpo in accordo con ciò che sono veramente, di vivere la propria vita, anziché quella che questo qualcosa ci impone per i suoi fini personali. Don Miguel Ruiz”.

Perché un insieme di Forze agiscono su ciascuno di noi proprio per depotenziare, per renderci dubbiosi quindi deboli emotivamente, propensi quindi a indugiare piuttosto che ad agire. E affinché la Consapevolezza che senza dubbio dimora in noi, coscienti o non coscienti, possa salvare la nostra anima che sempre vuole progredire, ecco che non è possibile prescindere dal prenderne atto: lo Sfidante si alimenta di ogni nostro attimo di esitazione.

Regaliamoci quindi, per una sera, qualcosa di inaspettato: non occorre mettersi in fila per occupare i posti migliori, in sostanza può anche non costare nulla; il film non si interrompe per pubblicizzare finti medicinali ma occorre farlo a breve, perché John Michael Abelar ci dice che… “potrebbero volerci anni per convincerti a cambiare, e poi potrebbero volerci anni per agire di conseguenza.  Spero solo ti rimanga il tempo sufficiente”.

 

 

 Written by Daniela Montanari

(Leggi l’articolo anche su http://oubliettemagazine.com )

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