Padrona e amante

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Padrona e amante

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Alla stazione, sulle sponde del fiume Nila, arriva Chris Stewart. Si è lasciato da alcune ore Manhattan alle spalle trovandosi qui dinanzi  a scale metalliche di una stazione di provincia, col suo inseparabile violoncello sulle spalle. È giunto fino a qui per conoscere e intervistare Koman, un anziano danzatore di kathakali: la danza antica più famosa in India e in particolare qui, nella sua regione del Kerala. È una rappresentazione artistica che, si dice, include diverse forme di arte insieme: letteratura, musica, pittura, arte drammatica e danza. Chris vuole saperne di più e Koman, pur avendo accettato l’intervista di questo viaggiatore e scrittore, sembra restio a parlare di sé e della sua danza. Koman ha una bellissima nipote, Radha, sposata a Shyam, che Chris pronuncerà Scem, e tutti quanti si occuperanno dell’ospite. Shyam è proprietario di un resort, il Near-the-Nila, in cui Chris si guarderà intorno dapprima smarrito in questa terra così diversa dal mondo a lui conosciuto, che poi diverrà una terra, vista dal quarto pilone del ponte, da cui si potrebbe desiderare di non ripartire mai più. L’intervista pianificata nel come e quando dal vecchio zio, Koman, da movimento a suggestioni e brividi, a mani intrecciate, a sedie che si dondolano, occhi che si incrociano e sguardi che non si lasciano più…
Certamente non è un libro facile, agevole. Le continue citazioni in lingua indiana, precisamente in malayalam, i riferimenti gastronomici, alle tradizioni o ai modi di dire rallentano lo sfogliare delle pagine; tuttavia si ha anche bisogno di questi spazio-tempo per meglio comprendere vite che si svolgono così lontane da noi. Pochi personaggi sostengono il ritmo dei pochi giorni in cui si svolge il loro incontro; Chris ha il fascino del musicista-bel-tenebroso, Shyam un fiuto infallibile per gli affari e un grossolano modo di esprimersi, Koman una saggezza reticente. E poi c’è lei, bellezza pura che sgorga fino al lettore: Radha. Un matrimonio, quello di Shyam e Radha, combinato come mille altri ancora nelle loro regioni, e come racconterà poi lo zio a Chris, quasi una tradizione dalla quale non è semplice differire. Radha non si perdona di ritrovarsi mentre pensa a Chris, lo evita, evita gli sguardi mentre li cerca, evita le mani mentre le trova: ecco l’amore. O passione. O bisogno di unirsi e appartenere. Nel prologo leggiamo: “Fidati e ascolta. E fidati della tua intelligenza. Non lasciare che siano altri a decidere per te quello che è o non è alla portata della tua comprensione”. Così io mi fido, e azzardo: chi è dunque, chi è padrona e amante al contempo? Radha, l’arte, la vita stessa? O forse, più semplicemente ci è padrona e amante la scintilla, lo scoccare di quando si apprende che una nuova vita nascerà: lei – lei sola – favilla divina ci sarà per tutta la vita padrona, amante.

 

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