La ricchezza

ricchezza

I fratelli Pedrotti  sono il fulcro di tutto quanto: Fabrizio col suo fascino e con la sua mole sovrasta ogni compagno, sia di classe sia di sport; Mario, gracile e portatore sano di gargalesi, rappresenta la follia carismatica del solitario; infine Maddalena, una ragazza coi ricci dei capelli color di certe alghe del mare. A dividerli e ad unirli allo stesso tempo c’è Giovanni, da sempre, da quando andavano alla stessa scuola, anche se per tutti sarà sempre Hitchcock. Frequenta la loro casa, a tutte le ore del giorno e delle notte, raccogliendo oggetti appesi alle maniglie delle porte. Lascia che, prima Fabrizio e poi Mario, si mettano a copiare i suoi compiti di greco e latino e si lascia umiliare da Maddalena e dai suoi mutevoli fidanzati: Hitchcock accetta qualsiasi condizione pur di far parte della loro casa e della loro vita anche dopo, quando nessuno è più ragazzo, o ragazza, quando non si ride più, e quando ciascuno vive in continenti differenti …
Oltre quattro decenni di storie, le loro, intrecciate ai vari accadimenti altrui. È proprio Giovanni-Hitchcock a mettere insieme i cocci di ciò che il tempo e la giovinezza a volte mandano in frantumi. Dalla Germania, Paese in cui si è trasferito per lavoro, tenta di rivisitare l’età dell’innocenza, quando Fabrizio spostava le masse col suo sguardo magnetico, e Maddalena bella come il sole cambiava i fidanzati mantenendo lo stesso amante, e di quando Mario pareva morto stecchito da tanto la sua gracilità ne bloccasse il respiro se gli facevano il solletico. Ma nella fanciullezza abitano anche la perfidia e la crudeltà, e tutti siamo capaci di cose orribili se solo ce ne capita l’occasione. A volte nei nostri anni verdi lasciamo ancorati pensieri di noi e gli altri – che chiamiamo ricordi ma che tali non sono in quanto sono accaduti solo dentro il nostro essere – e sugli stessi costruiamo quella che poi chiamiamo vita. Ma. C’è un “ma”. E accade di sovente, non è una novità. Sì, tra fratelli e vicini di casa è completamente normale quando ci si confronta: ciascuno ricorderà lo stesso episodio, o più episodi, in maniera totalmente differente l’uno dall’altro. Ma dentro ciascuno, la verità è quella, la nostra.  Ecco il punto dolente di tutta la storia, nostra e degli altri: che i ricordi, i pensieri, i sogni del nostro passato –  sbluff! – sono bolle di sapone. E a seconda di chi vi soffia, di quanto è sottile la cannuccia e di quanta voglia ci è rimasta di giocare come bambini spensierati, le bolle escono, danzano, volteggiano e – sbluff! – scoppiano. Niente più bolle, soltanto la punta del dito un poco bagnata.

Trovi la recensione anche su  http://www.mangialibri.com/node/13537

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