Splendore – Margaret Mazzantini

splendore

Guido e Costantino. E l’infanzia, le schiene curve sui libri, la solitudine, le risa, la scoperta del mondo. “Sono il suo tiepido piumaggio d’amore”. La poesia si alterna alla cattiveria degli adolescenti, degli altri, sempre gli altri. Lo splendore, tutto gli ruota intorno, diplomi, viaggi all’estero, figli. E a tratti Guido e Costantino, ma non viceversa. Invertendo l’ordine dei fattori qui cambierebbe ogni cosa. Leni scriverà quelle parole per ricordare sempre Izumi “Chiedere è vergogna di un minuto, non chiedere è vergogna di una vita”.. Vergogna chi, di cosa? Vita chi, che cosa?   “E davvero accadde. E fu contro natura. E davvero vorrei sapere che cos’è la natura”.

Attraverso Guido si può vivere una vita, dal fiocco azzurro esposto fuori nel portone del palazzo, alla carriera universitaria, alla resa, all’amore: tutto. A tratti molto faticoso, in altri davvero volgare, è comunque bene proseguire nelle pagine: certe cose vanno dette forse solo come sono, senza traduzione di buona famiglia. Crudeltà e poesia ballano girotondi di amore, di amicizia, di solodiosacosa. E alla fine del viaggio, del nostro viaggio, non solo di Guido o di Costantino ma di tutti quanti noi, dobbiamo accettare, per sentirci liberi e morire in pace amen, la nostra unicità, il nostro essere diversi da chiunque.

 

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