Il passato – un film di Asghar Farhadi

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Marie passa a prendere l’ex marito in areoporto e lo ospita in quella che è stata la loro casa fino a quattro anni prima. Ahmad arriva dall’Iran sua terra natale, dove è tornato quando è naufragato il loro matrimonio, mentre l’indomani si recheranno in tribunale per l’udienza del divorzio. Prima Marie gli chiede di fare da tramite tra lei e la figlia Lucie, figlia sua e di un altro precedente rapporto, con la quale sta avendo non pochi problemi di incomprensione. Ma questa non è l’unica prova di ex-amore che Ahmad si trova ad affrontare: scopre anche che Marie ora vive con Samir e il figlio, mentre la moglie si trova in ospedale, in coma… images1

Continuano i successi alla regia per l’iraniano Asghar Farhadi, indovinando anche questa trama ordita sugli intrecci dei rapporti tra ex e figli nati da relazioni precedenti. Gli attori reggono i monologhi, i dialoghi e i primi piani con grande professionalità tanto che a Cannes, Berenice Bejo – la protagonista – si aggiudica il premio come migliore attrice. Nella nuova modernità cinematografica di non definire le trame nemmeno quando iniziano a scorrere i titoli di coda, resta fedele anche Farhadi in questo suo “Il passato”; mentre si ergono a colonna sonora di tutto il film, la pioggia battente, qualche treno di periferia e il silenzio. Note musicali classicamente definite giungono solo sulla cornice delle ultime immagini assieme ad una inosservata lacrima. Alla domanda posta a Farhadi sul perchè ponga sempre così tanta attenzione sui bambini e sui ragazzi, figli dei rapporti di amore che si infrangono sugli scogli o fino alla sua deriva, si difende citando Eric Fromm: “l’amore è figlio della libertà, ed è questo l’aspetto più complicato: per amare non devi possedere”.

Il passato quindi cessa di esistere quando sei pronto per lasciarlo andare oppure se non te ne curi non ci sarà mai un presente? Molto affascinante questo interrogativo col quale mi addormenterò questa sera..

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