Guardami

 

Guardami di Jennifer Egan

guardami

Leggere per il piacere di cogliere dialoghi perfetti nella sintassi e appassionanti nella trama; leggere appagati; leggere e inabissarsi nel tempo parallelo, appunto quello che si visita quando ci si immerge come bambini altrove.

Charlotte, ex modella per cause di forza maggiore  (in fondo siamo tutti ex-qualcosa) tenta di reinventarsi un modo per continuare, da un lato, a frequentare le ricche imperturbabili passerelle; dall’altro cerca una via d’uscita salvifica che le restituisca i suoi anni ingenui, perduti per sempre anche se finge di non saperlo.  Anche per chi non ha camminato sulle passatoie di tendenza è semplice empatizzare con Charlotte così come è difficile immaginare, l’indomani, di specchiarsi col timore di non riconoscere l’immagine riflessa. Svegliarsi dopo una lunga riabilitazione e vedersi diversi, sotto tutti i punti di vista certo, ma soprattutto accorgersi che d’ora innanzi si dovranno fare i conti con una icona di noi nuova, un viso sconosciuto che non ha memorie, nemmeno le più sbagliate, è interessante e fa paura al tempo stesso.

Nei brevi tratti romantici si nota un’acuta capacità, per la Egan, di restare nell’amore senza sbavare contorni melensi, e con una abilità ben distinta di restare con i suoi personaggi senza volerne uscire, come spesso capita, quando le digressioni servono solo a raddoppiare le pagine di un libro.

Alla fine rimane una (lecita?)  domanda: che viso nasonde il titolo del libro? Charlotte, la Charlotte adulta intendo, come è fatta, quale sarà il suo sguardo senza trucco?

Un premio Pulitzer e la Egan,  finalmente una coppia indivisibile degna di nota.

 

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