Amor, ch’a nullo amato amar perdona

La statua di Dante sul lato destro severa osserva, mentre tutta la platea ascolta. In un luglio straordinariamente afoso, con l’Imu da pagare, la borsa che segna un “meno quattro”, Berlusconi che annuncia la ridiscesa in campo, ci sono anche belle notizie: il piccolo diavolo ce la metta tutta per interpretare il ventesimo canto dell’inferno dantesco. Siamo nella bolgia degli indovini, incantatori e maghi ove, per aver voluto vedere oltre, vedere avanti, inframettendosi tra dio e il destino, vengono qui puniti che ognuno ha il collo tra il mento e ‘l principio del casso e il viso girato dalla parte delle reni” . Benigni prova a riportare la Divina Commedia al suo tempo, rispettando la metrica, la pronuncia, l’inflessione.  Gli resce bene in effetti ed è tutto esaurito da settimane. Il sindaco Renzi che ogni sera si siede “sempre un po’ più a destra” questa sera ha invitato anche Lorenzo Cherubini, che seduto in prima fila provoca una ola che non smette  Amor, ch’a nullo amato amar perdona- porco cane!

>Lo scenario non è replicabile, nemmeno a cinecittà sarebbe possibile poichè troppi gli elementi che lasciano sbalorditi: piazza Santa Croce allestita a gran teatro, luci sceniche che fanno sussultare il cuore quando cambiano colore, la chiesa stessa bianca immacolata come perla in guscio. Non ultimo complice la luna, che sorride a mezza testa sbucando appena dietro.

In questi anni duri che stiamo vivendo concedersi una pausa così intellettuale e densa, scivolosa e amara come il miele a volte sa essere, e al tempo stesso pacata, inflessibile eppure armoniosa è a tutti gli effetti un lusso fuori dall’ordinario..Signore, signori, bambine, bambini, Roberto Benigni nella sua Firenze che ci ha letto Dante in dodici serate. Certo a pochi passi l’Arno luccica, gli innamorati si fanno promesse seduti sulle sponde, i flash continuano, imperterreti, a far sembrare anche la notte più profonda un giorno pieno di luce. Solo che non è una poesia, è tutto vero..

Grazie Roberto!

 

 

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