una nuova festività per il 23 aprile

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una nuova festività per il 23 aprile

Tra la giornata mondiale della Terra e la festa nazionale della LIberazione, lì così, tra il sacro ed il profano, tra il falso ed il lecito, vorrei istituire la giornata della cognata. Internazionale, mondiale. Perchè c’è la festa della donna, del papà, della mamma, dei nonni, dell’angelo custode, degli alberi; la giornata senza fumo, la giornata dell’alimentazione, ma questa manca.  Perchè mi chiedo? Perchè non elevare a festa questa unione sacra, in un certo senso. E non  sto esagerando  nel definirla tale, anzi, vorrei trovare un aggettivo che avesse ancora più impatto. Nel giorno della festa della terra ti viene comunque di rivolgerle  almeno un pensiero:  questo contenitore ieratico che ci accompagna da millenni. Almeno oggi, cioè nel giorno in cui ricorre la sua festa, almeno una volta ognuno di noi rivolge un pensiero, anche sfuggevole, a madre Terra. E quando tutti pensano ad un unico scopo sappiamo che chimicamente succede qualcosa.
Allora io dico, cosa accadrebbe se istituissimo, il 23 aprile, il giorno della cognata?

Provate ad immaginarlo. Almeno  per un momento, in questo giorno, ognuno, uomini donne, bambini, perchè non ci sono limiti di sesso nè di età, penserebbe alla propria, di cognata.
Se tutti pensano alla pace, pace sarà.

<< Ti ho allungato la mano, ma ti sei voltata.
Mi hai chiamata ma non ti ho sentita.
Tu bevi te verde ed io coca-cola,
tu canti, io ballo.
Io mi odio,
e tu?
Per aver pensato che potrebbe essere possibile,
per non averlo reso possibile.
Per aver cambiato idea su di te.
per non averlo fatto prima.
Per insistere,
per non insistere a sufficienza.
Per il tuo bel viso,
per la tua grazia,
per quel che di bello hai che non posso sapere
Per le tue mani curate,
per i capelli lunghi,
per le risate che sai fare
e per quella bocca sempre rosata.
Bene, la giornata è finita, la festa è passata,
possiamo tornarcene di nuovo
io voltata di spalle
e tu muta >>

 

 


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