Il lavoro c’è, eccome! Basta cercarlo ..

Mai come ora è stato così facile trovarlo, il lavoro. Lo potete trovare in un vocabolario: “lavoro: 1 Impiego di un’energia per raggiungere un determinato scopo – 2 Occupazione che possa prevedere una retribuzione fonte di sostentamento.                                           Lo potete trovare nella Costituzione Italiana: “Art.1. L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.”   Eccolo ad esempio nella riforma che ha modificato il tanto discusso articolo 18. Ma non solo, lo potete annoverare tra i proverbi “Chi non lavora, non fa l’amore”, “Nel paese della cuccagna chi meno lavora più magna”.  Deriva dalla radice Labh, come se avesse il senso proprio di afferrare, prendere, impossessarsi. Derivano dal lavoro: lavorare, lavoraccio, lavoreria, lavorino, lavoretto, lavorone, lavoruccio, lavorucchiare. Può essere fievole come una bolla di sapone, faticoso come il digerire chiodi, noioso come una mosca, il senso è che chi ce l’ha perchè lo ha rubato ad un altro, o ne è entrato in possesso pur non riuscendo o volendo onorarlo, ahimè, non sa di cosa stiamo parlando.  Oggi, primo maggio, voglio fare un regalo. Un dono a chi non sa cosa possiede; a chi non rispetta l’orario; a chi si ricarica il cellulare telefonandosi col numero dell’azienda; a chi sciopera se è venerdì così può andare al mare; a chi esce prima per andare a fare shopping; a chi sperpera lo stipendio; a chi la rata del mutuo gliela pagano i genitori o l’ex coniuge: potete commuovervi con noi mentre smaniosi aspettiamo di avvertirlo, palpabile, sul palco. In piazza San Giovanni   ogni anno formiamo una folla ordinata e dignitosa che si riunisce per averlo, guardarlo, toccarlo, cantarlo, GRIDARLO, AMARLO.. il lavoro! 

Era bello quando c’eri, mi davi sicurezza come la dà un buon lavoro. Mi facevi sentire una regina come quando si è in carriera. A volte mi arrabbiavo con te, quando non ottenevo ciò che volevo, un po’ come si fa sul luogo di lavoro. Oggi saresti in pensione? Non lo so, perchè te ne sei andato prima… molto prima che tu potessi leggere il mio libro Mutamenti col quale ti ringrazio per avermi dato la vita.  Ti voglio bene  bellissimo papà, vieni, andiamo a cantare anche noi in piazza…

 

Questa sì che è una leader, altro che la solita politica

Lei sì che se ne intende

E’ una star, tutti la seguono, o meglio inseguono.                                                                   Decide lei da che parte, foss’anche solo per seguire il vento.                                              O un profumo.                                                                                                                        Lei sembra in balia di se stessa                                                                                               ma sa condurre la folla.                                                                                                      Certo non mancano gli schiamazzi                                                                                  vociare come ronzii di quelli che non ti lasciano                                                                      E via, in cerca di nuove piazze                                                                                          nuovi voti, nuovi seguaci                                                                                                      che sono centinaia di migliaia.                                                                                           Altro che “vzx-day”,                                                                                                                altro che il più grande spettacolo dopo un qualche big-bang                                                                                                                                Lei sì che è una regina. Continua a leggere

To build a bridge – Sto costruendo ponti

Ci sono così tante idee a volte che ti balenano in testa. Sono talmente tante che le lasci lì, in attesa di avere tempo, del momento giusto, di dimagrire, dell’auto nuova, solite cose. Come guardare attraverso il cannocchiale. Ricordo quando ero bambina che se mio padre mi concedeva il suo zenith, dopo che lo avevo saldamente ancorato al collo in modo che se mi fosse scivolato di mano, il contraccolpo mi avrebbe potuta anche decapitare all’istante, io guardavo attraverso. Attraverso le cose, non sulla distanza. Mi pareva di appropriarmi indebitamente dell’altrui, perchè tutto era più “a portata di mano”.

Un po’ la stessa cosa ora, soltanto che gli occhi sono i miei ed è tutto qui.

Posso osare, fare, avere. I sogni possono trasformarsi e in un mese a volte tutto può cambiare. Che poi non è tutto, e non è neanche un sogno. E’  come quando sei piccola e ti siedi sull’altalena, se vuoi dondolare qualcuno deve spingerti. A volte ti spingono piano e tu dici “di più, di più, voglio volaaaareeee”. Altre invece ti spingono più forte di come vorresti, e l’aria ti entra in bocca spaventandoti tanto da non riuscire a gridare “basta bastaaa..”. La gioia è imparare a dondolarsi, a darsi la spinta da soli, e vedere che puoi quasi volare.

Leggi libri per imparare l’arte del vivere che, ti dicono, essere facilissimo: basta volerlo. La gente si alza da letto per sparare fandonie, noi però a volte ci crediamo e così, non dovendo riuscire in quattro e quattr’otto a cambiare nulla se non facciamo niente, il risultato è che impariamo a far ricadere le colpe sugli altri.

Nel mio libro Mutamenti cito persone stupende che ho incontrato sul mio cammino, sono una persona molto fortunata poichè ho sempre conosciuto maestri straordinari che mi hanno instillato gocce di rugiada che conserverò sempre..

Per fortuna si fanno incontri geniali, persone che ti dicono cose che hai già sentito cento volte ma che non ti colpiscono come quella sera; e che ti fanno cantare anche se non lo hai mai fatto prima, sembra incredibile èh?

Lui, direbbe mia nonna se lo avesso conosciuto,   l’è propi un brèv ragazòl   (è veramente un ragazzo in gamba) , lui fa la grande differenza, ti getta le basi, ti disegna progetti e tu.. puoi così iniziare a costruire ponti.. Cercatelo se non lo conoscete, leggete i suoi libri, iscrivetevi ai suoi corsi, ma sì, diciamolo, lui è un amico,

è Sebastiano Zanolli  http://www.sebastianozanolli.com/cms/profilo

 

Oggi è il primo giorno di qualcos’altro…

 

una nuova festività per il 23 aprile

Tra la giornata mondiale della Terra e la festa nazionale della LIberazione, lì così, tra il sacro ed il profano, tra il falso ed il lecito, vorrei istituire la giornata della cognata. Internazionale, mondiale. Perchè c’è la festa della donna, del papà, della mamma, dei nonni, dell’angelo custode, degli alberi; la giornata senza fumo, la giornata dell’alimentazione, ma questa manca.  Perchè mi chiedo? Perchè non elevare a festa questa unione sacra, in un certo senso. E non  sto esagerando  nel definirla tale, anzi, vorrei trovare un aggettivo che avesse ancora più impatto. Nel giorno della festa della terra ti viene comunque di rivolgerle  almeno un pensiero:  questo contenitore ieratico che ci accompagna da millenni. Almeno oggi, cioè nel giorno in cui ricorre la sua festa, almeno una volta ognuno di noi rivolge un pensiero, anche sfuggevole, a madre Terra. E quando tutti pensano ad un unico scopo sappiamo che chimicamente succede qualcosa.
Allora io dico, cosa accadrebbe se istituissimo, il 23 aprile, il giorno della cognata?

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Mutamenti

Parlerò di Mutamenti non tanto per parlare del mio nuovo lavoro (libro e spettacolo) ma per parlare di Vita e di Destino, di femminile e maschile come lo Ying e lo Yang, dell’inizio della fine. Che potrebbe essere l’inizio del senza fine, non lo sappiamo.

Certo se dovessi scrivere una prosa dopo averti ascoltato (nota per i lettori: sto conversando con Italo Cillo, cercatelo su http://blog.miglioriamo.it/ e ascoltatevi assolutamente l’audio che trovate appena si apre il suo blog)

ecco, ti dicevo caro Italo, ti scriverei e ti dedico questa mia:

<< Malignità e perfidia come la regina Izebel
qui dinnanzi a tutti noi. Continua a leggere